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Il Sud-est asiatico ha tante frecce al proprio arco da scoccare in ogni momento dell’anno, ma offre il meglio di sé proprio nel periodo che va dall’autunno alla fine dell’inverno. Con tutte le variabili del caso infatti, il periodo ideale per visitare Vietnam, Cambogia, Laos, Thailandia e, perché no, Myanmar, coincide con la cosiddetta “stagione secca”, quando i monsoni sono lontani e il clima è particolarmente piacevole e invita a sfuggire dai rigori del nostro inverno.

Ma perché proprio l’antica Indocina? Sarebbe già sufficiente l’invito di Tiziano Terzani, scrittore e profondo conoscitore di queste terre dove trascorse in qualità di giornalista una parte importantissima della sua vita: “Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, …..” (da “Un Indovino mi disse”). Dagli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando Terzani calcò il suolo di queste terre, molte cose sono cambiate, ma immutato è il fascino che questa parte del mondo esercita sul viaggiatore. Un fascino speciale, motivato innanzitutto dalle profonde differenze che si evidenziano rispetto alla cultura occidentale: differenze legate agli aspetti della vita, dalla religione all’organizzazione famigliare, dagli usi nei centri più piccoli alle regole sociali. Il tutto calato in un ambiente assolutamente sicuro, colorato, dove un clima piacevole e una natura rigogliosa si accompagnano alla mitezza e cortesia degli abitanti. E allora non resta che partire alla volta di un Paese – o anche più combinati – di quest’area, sicuri di trovare proprio tutto, dal mare alla cultura, dalla possibilità di praticare attività sportive a quella di partecipare a eventi legati al folclore e alle tradizioni locali. Il tutto – e non guasta – ospitati da strutture di elevata qualità a prezzi assolutamente concorrenziali rispetto alla media europea.

Cambogia: una cartolina da un mondo che non c’è più

Quando si dice Cambogia vengono subito alla mente i templi di Angkor, che si trovano a circa 7 chilometri da Siem Reap. Chi non conosce questo complesso monumentale, bello da togliere il fiato, che comprende oltre centro templi, palazzi e pagode edificati tra il nono e il quattordicesimo secolo?

Angkor

Angkor è la testimonianza della grandezza del misterioso impero Khmer, che ci ha lasciato il più grande complesso archeologico del mondo, esteso su diverse migliaia di ettari.

Angkor-Wat-Apsara

Ma la Cambogia non è solo Angkor, ma molto, molto di più. A cominciare da Phnom Penh, la capitale ancor oggi influenzata dallo stile francese di epoca coloniale. A Phnom Penh si trovano anche importanti testimonianze della dittatura dei Khmer Rossi, una pagina di storia da non dimenticare.
E ancora, tappa relax a Sihanoukville, località che offre alcune delle spiagge più belle di tutto il Sud-est asiatico. Si trova sul golfo del Siam ed è a giusto titolo considerata la città balneare per eccellenza della Cambogia. Le parti a sud e a ovest della penisola di Sihanoukville e le isolette vicine sono composte da incantevoli spiagge di sabbia bianca e fine e mare cristallino.

Una visita della Cambogia non può dirsi completa se non si sosta nell’area di Battambang, la zona rurale al confine con la Thailandia. La maggior parte della popolazione vive nelle campagne e in questo territorio si può entrare a stretto contatto con gli abirtanti. La città è ricca di edifici del periodo coloniale, il più noto dei quali è la residenza del Governatore, costruita dall’ultimo governatore thailandese di Battambang.

Nell’antico regno del Laos: alla scoperta del paradiso perduto

I villaggi sul fiume Nam Ou, i sorrisi della gente, l’antica capitale reale di Luang Parabang con i suoi templi e monumenti: il Laos è davvero una sorta di paradiso perduto dove riappropriarsi di ritmi e abitudini ormai dimenticati. Unico fra i Paesi dell’Indocina francese a non avere sbocchi sul mare, ha saputo conservare la sua anima più autentica. I villaggi fra le montagne abitati dalle etnie lao, lao-thai e lao-theung , i monasteri buddhisti, la capitale Vientiane adagiata sulla fascia nord-orientale del delta del Mekong: sono tanti i tesori nascosti di questo piccolo Paese che possono essere esplorati anche con trekking di varia durata o in sella a una mountain bike.

Laos

Vientiane è una piccola e tranquilla città, dove è bello perdersi fra grandi edifici coloniali, antichi templi e colorati mercatini.
A Xieng Khoang si trova la Piana delle Giare, tre principali siti che coprono una superficie di 1000 chilometri quadrati, su un altopiano a 1.000 metri di altezza. Molte leggende circondano la costruzione di questi vasi, ma nessuna è confermata, mantenendone intatto il fascinoso mistero.
E ancora, la provincia meridionale di Champasak è famosa a giusto titolo come la zona delle 4000 isole o Si Phan Don, un arcipelago fluviale che nasce sul fiume Mekong. Don Khong, l’isola più grande, è una destinazione turistica ancora poco sfruttata, la cui visita è combinabile con le vicine isole di Don Det e Don Khon, dove si trovano le cascate di Khone Phapheng. Champasak è anche famoso per l’ex palazzo reale Wat Phu del periodo pre-Angkor appoggiato alla parete est del monte Kao, situato circa 45 km da Pakse. Da non perdere poi le cascate e piscine naturali di Kuang Si, a 37 chilometri da Laung Parabang.

Cascate Kuangsi

Vietnam: vivere la destinazione da veri vietnamiti

Il Vietnam rappresenta una delle destinazioni di punta del Sud-est asiatico, sia per la varietà di offerta sia per la possibilità di praticare attività a diretto contatto con la popolazione locale.
Le ragioni di visita certo non mancano, a cominciare da Hanoi, nel nord, adagiata sulle rive del Fiume Rosso e considerata la capitale dell’Indocina. I grandi templi storici e le pagode, le strutture coloniali molto ben conservate, l’ottima cucina, i lunghi viali alberati e le strade rallegrate da un’infinita varietà di attività, i laghetti e le architetture coloniali: i motivi di visita sono innumerevoli e la città merita sicuramente qualche giorno di sosta.

Hanoi

Da qui tappa d’obbligo alla baia di Ha Long (la “baia del Dragone che Discende”), dichiarata nel 2011 “seconda meraviglia del mondo”. E’ formata da migliaia di faraglioni calcarei che si innalzano dal mare per creare uno spettacolo naturale unico al mondo. Molte di queste isolette nascondono suggestive grotte e mare calmo e smeraldino.

Halong

Da non perdere anche la regione nord-occidentale del Paese, abitata da una folta comunità giunta dalla Cina che si dedica alla coltivazione del riso.
Ho Chi Minh City, la “Perla dell’Estremo Oriente” di francese memoria, è la città più moderna e trafficata del Vietnam, vera mecca dello shopping. Immergersi nel mercato di Ben Thanh o perdersi nelle viette affollate per assaggiare la cucina locale o per trattare con i commercianti sarà un’esperienza indimenticabile.
Nel Vietnam centrale, Hoi An rappresenta un’altra sosta imprescindibile per la sua atmosfera rilassata e per i numerosi templi che si susseguono lungo i viali illuminati da lanterne, fra le vecchie case e i caratteristici ristorantini che si affacciano sul fiume.

Hoian

Infine, per gli irriducibile delle spiagge e del bel mare, Phu Quoc è un vero paradiso situato al largo della costa della Cambogia, nel golfo di Thailandia.
Ma la parte forse più affascinante del viaggio in Vietnam riguarda le esperienze: se si è in vacanza ad Halong o Hue è possibile scegliere tra alcune scuole di cucina che insegnano ai turisti la preparazione dei piatti tradizionali. Gli appassionati di pesca potranno invece partire dal molo della spiaggia di Hoi An a bordo di un’imbarcazione locale per avere l’opportunità di sperimentare le tecniche di pesca e imparare a remare su un sampan. L’escursione in barca prosegue fino al villaggio di Cam Thanh, dove i pescatori insegnano a cercare e pescare i prelibati granchi locali. E ancora, perché non vivere una giornata alla vietnamita perlustrando i canali a bordo del sampan, la tipica imbarcazione? Da non dimenticare infine le escursioni in sella a una bicicletta, un mezzo di trasporto comunissimo in Vietnam che consente di godere del paesaggio ed entrare in stretto contatto con la vita della popolazione.
Visitando Saigon infine si può arrivare fino alla pagoda di Kim Lien per scoprire l’antica arte calligrafica.
E per il pernottamento, è possibile soggiornare presso una casa vietnamita tipica costruita in legno, in cui vivere e sperimentare la vita locale in luoghi lontani dalle città.

Thailandia, conosciuta, ma non troppo

Quando si dice Thailandia si pensa a una destinazione già molto nota e sfruttata turisticamente. In realtà non è proprio così: affidandosi a un tour operator specializzato è infatti possibile scoprire aree ancora estranee ai circuiti di massa e angoli sconosciuti anche nei principali centri turistici.

Etinia Akka

Detto questo, una visita della Thailandia non può prescindere dalla capitale Bangkok, che resta il centro spirituale, culturale, diplomatico, commerciale ed educativo del Paese. Con circa 10 milioni di abitanti, Bangkok offre ai visitatori non solo strutture di charme ma anche tantissime attrazioni culturali. Mix fra antico e moderno, la città conta circa 400 templi buddisti di grande fascino, numerosi palazzi ed enormi centri commerciali, ma anche lunghi canali che ne fanno la “Venezia d’Oriente”.

Bangkok, Palazzo Reale

Atri spunti di visita si trovano ad Ayutthaya, l’antica capitale della Thailandia 85 km a nord di Bangkok. La città, nel 1991, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità per i suoi valori culturali. Le peculiarità di Ayutthaya si trovano nelle torri reliquiari (prang) e nei grandi monasteri che formano il Parco storico di Ayutthaya.
Spostandosi a nord, Chiang Mai è una città dall’importante valenza culturale della Thailandia settentrionale. L’atmosfera rilassata, i numerosi mercati e la cordialità della popolazione locale ne fanno una tappa imprescindibile.

Chiang Mai

Infine, il mare di Phu Ket: l’isola più grande della Thailandia gode di una stupenda natura con numerosi isolotti, bellissime spiagge e foreste di cocco a perdita d’occhio. L’architettura di stile sino – iberico rappresenta un ulteriore motivo di visita dell’isola.

Myanmar: il “Paese del sorriso”

Il Myanmar, l’antica Birmania di coloniale memoria, è un gioiello che conserva oltre 100 gruppi etnici. Yangon, alla confluenza del fiume omonimo e del fiume Dagon, è la “città della pagoda dorata” di Shwedagon, il santuario buddista più sacro del Paese che ha attirato pellegrini per 2600 anni. Parchi, laghi, strade ombreggiate e tutto il suo patrimonio ne fanno una città molto piacevole da visitare, prima tappa obbligata alla scoperta di un Paese dalla storia complessa, che ha saputo mantenere intatto il suo fascino e la sua autenticità

Myanmar

L’immagine forse più nota del Myanmar è quella della piana di Bagan, dove svettano imponenti templi e bellissimi piccoli zedi persi nei campi.

Bagan Myanmar

Un’altra immagine da cartolina è quella del lago Inle: gli inglesi costruirono qui case di legno nelle quali ripararsi dalle estati soffocanti di Yangon. Tra terra e acqua, la minoranza etnica che vive nella regione, l’Intha, si dedica come nel passato alla pesca e all’agricoltura. Si sfruttano le pianure alluvionali create lungo il lago e sul lago usando l’idroponica.

Myanmar

Infine, Mandalay, città affascinante lungo le cui strade, rive del fiume e mercati si sviluppa la vita quotidiana. Una vita molto vivace, che si respira anche fuori città, nelle campagne circostanti, dove si respira l’aria di un tempo antico.

Asiatica Travel, con sede principale a Hanoi e uffici di rappresentanza in Cambogia, Laos, Vietnam, Thailandia e Myanmar, garantisce una consulenza professionale e altamente qualificata su tutti i Paesi del Sud-est asiatico.
Grazie alla capillare presenza sul territorio, ogni viaggio viene studiato con cura e realizzato su misura, basandosi sul contributo di guide espertissime che parlano italiano.

Myanmar

 

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